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Stai chiedendo a delle persone due settimane del loro tempo e spazio sul loro telefono. Questo patto dice cosa devi mettere dalla tua parte perché la richiesta sia giusta.
Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2026
Una Missione non è un annuncio: è la richiesta di installare la tua app e di usarla per 14 giorni. Chi risponde lo fa con il proprio telefono e il proprio tempo, e quasi sempre è a sua volta uno sviluppatore che sa cosa significa aspettare dei tester.
Per questo la prima regola è che la Missione sia vera: un'app che esiste, un link del Closed Test che funziona, e una descrizione che dice cosa provare davvero.
Qui le app si testano a vicenda. Chi chiede tempo alla community di norma ne restituisce: è la ragione per cui esistono dei tester disponibili, e non un principio morale aggiunto dopo.
In concreto: per pubblicare una Missione devi essere disponibile come tester, cioè avere scelto almeno una categoria di app che sei disposto a provare. Non c'è un obbligo di testare un numero preciso di app, e nessuno ti mette in fila: c'è l'impegno a esserci.
Se non puoi o non vuoi fare da tester, l'alternativa è comprare il tempo di chi testerà per te. Si compra per una Missione, non per l'account: un'altra app avrà il suo pacchetto, oppure i suoi tester arrivati per reciprocità.
I posti aperti sono sempre 2 più dei tester comprati. Non è un regalo: è il margine che tiene in piedi la promessa. Qualcuno cambia telefono, qualcuno si candida e poi non comincia, e senza quei due posti ogni imprevisto diventerebbe un test in meno.
Quello che il pacchetto garantisce è l'impegno reale delle persone e il registro che lo dimostra: chi ha installato, chi ha tenuto l'app e chi l'ha usata, giorno per giorno, per tutto il periodo. Se un tester lascia, viene sostituito finché la Missione è in corso.
Quello che il pacchetto non compra:
Da completare: fatturazione e diritto di recesso
Il pacchetto promette una cosa misurabile: un certo numero di tester che arrivano in fondo ai 14 giorni. Un tester conta come arrivato in fondo quando ha mandato tutti i check-in previsti, non quando dice di averlo fatto.
Alla chiusura della Missione il conto si fa da sé. Se i tester arrivati in fondo sono meno di quelli che hai comprato, il pacchetto ti viene rimborsato: il rimborso arriva sullo stesso metodo di pagamento, e la decisione resta scritta nel registro della moderazione, con il motivo.
Il rimborso riguarda l'impegno dei tester, che è l'unica cosa che dipende da noi. Non riguarda quello che Google Play decide della tua app: una Missione può andare benissimo e la revisione andare male lo stesso, e in quel caso non c'è niente da rimborsare perché quello che avevi comprato ti è stato consegnato.
Ogni Missione passa da una revisione umana prima di diventare pubblica. Non è un controllo di qualità del tuo prodotto: si guarda che la Missione sia comprensibile, che il brief dica qualcosa e che non ci sia niente contrario a questi patti.
Se viene rifiutata, ricevi il motivo scritto e puoi correggerla e rimandarla, senza limiti di tentativi. Se emergono problemi dopo la pubblicazione, una Missione può essere sospesa anche mentre è in corso: smette di ricevere candidature e sparisce dalla bacheca, mentre i test già avviati restano dove sono.
Ogni provvedimento lascia una riga nel registro della moderazione, con chi l'ha preso, quando e perché.
4uTesters non è affiliata a Google e non ha nessun rapporto privilegiato con Google Play. Organizza l'incontro con i tester e tiene traccia del periodo di prova: questo è tutto quello che garantisce.
Quello che trovi qui sono persone che provano davvero la tua app, e un registro di quello che hanno fatto giorno per giorno. Se qualcuno ti promette di più, ti sta vendendo qualcos'altro.
Gli impegni di chi sta dall'altra parte stanno nel Patto del Tester. Le condizioni generali sono nei termini di servizio.